Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

lunedì 9 gennaio 2017

Il regno misterioso di questo mondo




1.
La “Y” secondo il mondo degli stregoni (chi dirige il pianeta dalla punta della piramide) è un logoglifo (segno grafico che designa concetti alchemici, lettere di alfabeti segreti o simboli astrologici) che significa “'due'” ma anche “'diavolo'” ed è, infine, il capolinea della libertà, della coerenza tra uomo e natura. “Y” è la storia che ha preso una strada sbagliata. È una iettatura contro tutto ciò che è divino. È la sigla massonica che sta ovunque, visibile per chi non è istituzionalizzato e quindi è ancora capace di scorgere il disumano ove si presenti. Il sistema bancario internazionale è protetto da questa lettera e significa che i soldi che depositiamo prendono altre direzioni rispetto a quelle convenute.
'Ebers' è il nome del papiro egizio che contiene la prova che la farmacologia era praticata millenni fa. La grande industria farmaceutica Ba(y)er, è diventata quello che è grazie al suo rametto rabdomantico fatto a “Y” contenuto nel suo marchio-glifo; indovinate qual è il suo opposto simbolico nel campo medicinale? La mitica mentuccia romana, che Scandurra ci faceva raccogliere per i suoi intingoli stupefacenti (acqua cotte, carciofi alla romana). Erba buona, la chiamava: yerba, con la “Y” secondo gli stregoni. Erba è, nel linguaggio comune, un riferimento alla droga, tutto per confondere le acque. La mentuccia (o nepetella) è gratuita, perché Madrenatura è camerata e mette a disposizione di tutti le sue meraviglie. Ma gli stregoni del grande Capitale non consentono certo al popolo di attingere alle energie cosmo-telluriche e bio-magnetiche presenti ovunque. È la malattia il grande affare, non la salute.

2.
Con le regole del Nominalismo e delle Lettere Disperse, prendono origine l'Albero della Conoscenza segreta degli stregoni. Segreto vuol dire separato dal resto, nulla a che vedere con ignoto, e infatti i collegamenti che dalle cose note portano ai significati segreti, stanno sotto gli occhi di tutti. I segreti del Vaticano - esempio illuminante per capire le trame dietro lo scenario ufficiale delle cose e che Augias non capirà mai perché ottuso e ateo - non riguardano gli intrecci e le brighe politiche che nelle stanze alte si svolgono da secoli; i misteri concernono teologiche escursioni, metafisiche controverse, cosmologie aliene, che i vaticanisti non arrivano a percepire, tanto son nascoste ai più quanto appaiono palesi in ogni statua, dipinto, forma architettonica. Giordano Bruno, agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica nonché mago (Couliano lo aveva ben compreso, ecco perché fu ucciso), fu condannato al rogo non solo perché eretico (e lo era rispetto alla dottrina cattolica, eccome!), ma per certe sue inopportune rivelazioni in anticipo sui tempi: a volte la spada va tenuta nel fodero. Ma in questo caso, lo ripeto, non c'entra la politica. I segreti riguardano la creazione continua. Faccio un passo indietro per prendere poi la rincorsa. Fulcanelli e il suo allievo Canseliet, indicavano nell'araldica la chiave alchemica della Grande Opera. Il Sole e la Luna sono uno dei modi con cui si può leggere Lys, il giglio di Firenze, che campeggia sulle bandiere e sulle insegne araldiche di mezzo mondo, e Luna e Sole sono i due ideogrammi con cui in cinese si scrive la parola Ming, che significa Creazione, che a sua volta significa che esiste adesso qualcosa che prima non c'era, un fenomeno tutt'altro che raro in Natura se si pensa che 80milioni di cellule immunitarie si formano ogni minuto nel midollo di una persona sana e non provengono dal midollo. ESISTE ADESSO QUALCOSA CHE PRIMA NON C'ERA. Magia divina.
Nel nostro corpo, a parte il grasso, quasi tutto il resto è costituito da proteine. La creazione continua delle proteine è uno dei fatti segreti più importanti, ed è tenuto nascosto perché smentirebbe l'albero dell'Evoluzionismo, che deve essere un albero perché tutto nel sistema mondiale è organizzato ad albero: la logica manipolata sostituisce la Realtà.
La conoscenza che il DNA si duplica è la base di ogni testo di Biologia Molecolare, ma nessuno grida al miracolo perché gli stessi esperti, i biologi, insegnano che tutti gli esseri viventi derivano da altri esseri. In questo concetto, il DNA si duplica, sta la forzatura logica sotto tutto l'albero dell'evoluzione.
Alla base dell'Evoluzionismo non c'è Carletto Darwin ma ci sono i bandi di assunzione dei biologi, che nel mondo anglosassone (quello che fa scuola) debbono essere “evoluzionisti” altrimenti non trovano lavoro né nei centri di ricerca privati né nelle università.

3.
Il punto di osservazione (in seguito anche solo PSI) lo incontriamo sia nella fisica come nei monumenti che nei libri di storia. Cos'è? È il potere di escludere gli altri dalla libertà di dare definizioni, formulare tesi alternative alla vulgata. È la massima censura odierna, peggiore di quella presente nelle dittature, perché fatta passare come necessaria alla democrazia, buona giusta bella. I fighetti liberal del NYT (notate la Y), del Corrierone, del giornale di Scalfari, di Sk(y) tiggì, della CNN, della BBC, di NatGeo, Focus, di Piero Angela (lo scrivo esatto per dargli un certo valore nella disinformazione di regime), decidono cosa deve entrare nella testa della gente. Il simbolo degli altri, visto dal PSI che fabbrica le definizioni, è l'ambiente, 'unwelt' in tedesco che si traduce 'fuori dal mondo'. Per creare l'ambiente è necessario separarsi dalla Natura, e soprattutto è necessaria la collaborazione delle vittime, perché sono loro che debbono separarsi dalla Natura.

4.
Il Nominalismo (le parole sono tutto) e le Lettere Disperse (la Bibbia nasconde 70 interpretazioni diverse) permettono una notevole libertà d'azione agli stregoni che inventano e poi interpretano le stesse parole d'ordine, le ideologie, la visione collettiva, gli stati d'animo.

5.
Ciò che terrorizza i satanisti è la Parusia, che è il tempo del cambiamento radicale, per cui forze esterne al mondo incideranno in maniera sconvolgente sul sistema artificiale imperante, dove le strutture crolleranno sotto i colpi degli Uranidi.

6.
Lo stregone pavido, Umberto Eco, fu un testimone di punta della cultura riduzionista italica. Dal suo pendolo volle ricavarci un po' di luce, ma per sostenerla ci vogliono ben altre spalle e umiltà.

7.
Il Nord Italia ha rubato la magia al Sud, massacrandolo col cemento e i beni comuni a tutti (fontane, spiagge, foreste, fiumi) che vengono abusivamente recintati. Quella che gli antropologi come De Martino hanno relegato tra le superstizioni, è la magia della mente di violare le leggi della fisica. I napoletani, furbissimi e diabolicamente intelligenti, mantengono viva la fiamma metapsichica nelle loro attività quotidiane, la perdono quando delinquono; i siciliani più profondi ma introversi, celano ciò che è grande, l'ancestrale sapienza e si riducono a melanconici oracoli.

8.
La Via Iniziatica, quella vera, difficile, mortalmente rinascente, insegna ad affogare. Perché per arrivare al Giardino dell'Eden, ossia all'Olimpo, bisogna prima saper attraversare il Mar Rosso. Zeus aspetta nascosto in Suez.

9.
Lys contiene Luce-Scrittura. La Bibbia insegna tale connubio. Per chi ha occhi per vedere.

sabato 17 dicembre 2016

ORIZZONTE DEGLI EVENTI


1.
Noi, appartenenti al genere umano, privi di capacità decisionale, sottoposti a libertà limitata, siamo così classificati dal governo ombra: “I” innocui, “P” pericolosi, “P+” molto pericolosi. Tu che stai leggendo, a quale categoria pensi di appartenere?
2.
Immaginate che il mondo sia una scacchiera con una infinità di riquadri. Noi popolo terrestre usiamo delle minuscole pedine e giochiamo il bianco. Sei miliardi di noi contro 144 alieni (numero simbolico). Apparentemente la nostra preponderanza è spaventosa. Il nostro soprannumero li schiaccia. Ma siamo comunque pedine. Loro sono inferiori di numero, ma hanno il vantaggio di poter usare pezzi superiori. Re, alfieri, torri, regine e, cosa per noi ancora peggiore, nuovi pezzi dotati di poteri speciali, che soltanto loro possono usare. Sembra una stantia trama tratta da una novella fantascientifica anni '40. Ebbene, per un attimo, immaginate che sia vera, che siamo effettivamente controllati da un manipolo di alieni tecnologicamente avanzatissimi, dotati di facoltà psichiche superiori, eticamente inclassificabili, fisicamente si confondono con noi terrestri, ad un esame superficiale... ma no, non volete mica credere ad una storia fantastica! Siamo seri, tutto è alla luce del sole. Se ci fosse qualche segreto importante, volete che chi ci governa non si affretti a rivelarcelo? Se al posto degli alieni, mettessimo un clan di oligarchi, bankieri, tecnocrati, renderebbe la vicenda più ordinaria? Cambierebbe la situazione? Certo che sì. Purtroppo, ho l'impressione che lo stato delle cose sia peggiore: finché uomini governano altri uomini, prima o dopo il tiranno e la sua corte, cadono; quando, forme sconosciute di esseri provenienti da altrove – pianeti extrasolari o dimensioni – scrivono sul loro piano di volo, “ACQUISIRE PIANETA TERRA”, le cose si mettono veramente male. Ma dai, la mia è solo una banale speculazione fantastica...
3.
Abbiamo anche soltanto un’idea di che cosa sia il web? Per noi italiani è la “Rete” e già questo la dice lunga sulla sua doppia funzione: collegamento e trappola. Si può avere un certo margine di sicurezza in Rete, per esempio con una chat criptata, ma non per i dati classificati. Certe parole “calde” fanno accendere diverse lucine, su una sponda e l’altra dell’oceano. C’è sempre qualcuno che va in rete per pescare, ma sono di più le prede.
La Rete è il sogno dei maghi di ogni tempo. “Mundus imaginalis” direbbe Corbin: il vestibolo del Potere. La magia dell’aria. Nell’antichità l’aria era una parte dei quattro elementi, insieme a fuoco, terra e acqua. I cabalisti non ne facevano un elemento fra gli altri: piuttosto un legame fra i differenti esseri, che riceve le influenze degli uni e le trasmette agli altri, celesti e terrestri. L’aria assorbe come una spugna, registra come un nastro magnetico le impressioni di tutte le cose, di sotto e di sopra, stati d’animo, parole, forme-pensiero, se ne impregna e poi li trasmette agli uomini, dà loro materia onirica, e non di rado si canalizza per ampliare le capacità extrasensoriali. Sto parlando in definitiva dell’etere, qualcosa che trattiene e può ritrasmettere traccia di ciò che accade. Telefono radio televisione… La scienza moderna non ha fatto altro che cavalcare un’antica magia. Gli sciamani potevano collegarsi mente-a-mente già millenni fa, internet psichica efficientissima, ciò gli consentiva di produrre eventi indipendenti da spazio tempo e gravitazione.
Oggi il grande specchio o se preferite chiamarlo il Grande Fratello, è un fatto. E non c’è niente che possa rimanere, alla lunga, veramente segreto in Rete. Lì c’è il tracciato dei movimenti, degli interessi e perfino dei pensieri degli uomini, o almeno delle loro formulazioni. Indubbiamente, in questo modo si è dato agli arconti, cui era interdetto il sacrario della mente umana, un potere enorme, permettendogli di scannerizzare chiunque attraversi il cyberspazio. Ma il bello della faccenda è che possiamo farlo anche noi, nati liberi e decisi a rimanerci.
Intanto posso darvi una dritta operativa ma, fidatevi, è efficace. Sul vostro desktop metteteci come sfondo un’icona bizantina, io ho scelto quella della Vergine col Bambino, l’icona detta Della Tenerezza (che sa di superstizione o bigotteria secondo i neomodernisti di Bergoglio). È il miglior sigillo di protezione che io conosca, l’antivirus spirituale più incisivo; spesso lo visualizzo e lo proietto in certi casi difficili, quando eggregore di chiara matrice massonica tentano di entrare dalla porta di servizio della mia anima. Io so sempre dove cercare quando effetti dirompenti producono dolore e sofferenza, e mi attrezzo con le armi della fede e della conoscenza per far fronte al Male.
4.
La scienza ha preso il posto della religione e la tecnica ha sostituito la magia, diventando il riferimento centrale di ogni attività umana, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche per mezzo della tecnica, sua ancella devota. Oggi il ricercatore scientifico è possibilissimo che collabori ad un’arma di distruzione di massa senza saperlo. E senza chiedersi il senso ultimo di ciò che fa: gli hanno spiegato che la responsabilità appartiene ai politici, non ai tecnici. Ma non è così. In apparenza il cocchio della scienza moderna non ha un auriga, ma la direzione è sin troppo chiara. Trasformare il valore in quantità, il pensiero in informazione e la vita in artificio. Mimesi diabolica dell’operare trinitario. Non voglio mettere le briglie alla scienza, perché ce l’ha già. Galileo credeva di liberarla togliendola dalla tutela della Chiesa, ma così è finita in mano a chi è disposto a metterci i soldi per trarne potere e profitti. Cioè ministeri della guerra e multinazionali, che poi oggi sono pappa e ciccia: loro tengono le briglie.
Non voglio rimettere la scienza in mano ai chierici. La metafisica è in tale discredito che nemmeno i preti se ne occupano più dopo la svolta antropologica della nuova teologia, sono tutti impegnati verso il sociale e adottano l’ermeneutica della rottura col passato. La politica, poi. I tecnocrati si spartiscono il “diritto alla vita e alla morte” come i legionari la tunica di Cristo.
Sento sempre parlare di “vita”, ma solo nel senso del cibernetico automa di Cartesio. Quello che esiste veramente è l’uomo, su cui sta la sacra benedizione di Dio. Toglietegli questa e avrete fatto di lui puro materiale organico, merce e carne da cannone. Togliete a famiglie, chiese e nazioni la responsabilità di decidere, e nell’anonimato del ‘progresso’ sarà il demone a farlo. Niente corna e zoccolo caprino, ormai si è aggiornato pure lui: il diavolo è ciò che agisce occultamente, quando non c’è autorità che rivendichi la scelta, e le masse sono irretite da paura e avidità.
5.
Vorrei che l’intelligenza seguisse traiettorie più consone alla sua vera natura, cercasse altrove la causa di ogni male, scoprisse di nuovo la magia della Creazione. La materia seduce attraendo, lo spirito seduce affascinando: liberi di scegliere.

lunedì 12 dicembre 2016

ENTRA E CERCA


Predisponiamoci a lavorare la materia prima anche con l'aiuto della preghiera. La materia è semplice, siamo noi talvolta complicati. L'alchimista lavora con materie vive. Il contatto con la vera materia è essenziale e si situa a livello delle onde, quelle della nostra atmosfera, mentre si sviluppa un'armonia tra noi e il cosmo attraverso la materia e attraverso le onde dello spirito universale. Durante la preghiera del Padre Nostro che ci ha insegnato Gesù -  esemplare per ogni procedimento alchemico - , ci mettiamo in una posizione di ricezione e questo ci consente di cogliere alcune sottigliezze del processo trasmutativo.
Approfondire il significato profondo di ogni parola della preghiera, ripetere con costanza le frasi, farle risuonare da un centro all'altro (plesso solare, centro cardiaco e sommità della testa), mentre si manipola la materia prima. Questo è il segreto dei segreti che deve rimaner celato...

lunedì 28 novembre 2016

L'IRRADIAZIONE DELL'INFINITO




Possiamo conoscere il mondo quanto vogliamo; presenterà sempre un lato d'ombra e uno di luce.” Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni – TEA ed.

I pellegrini dell'Assoluto devono battersi da soli per aspirare al passaggio della Soglia. Aiuti? Se ci fossero, non vi sarebbe alcun conflitto. E l'essenza dell'iniziazione è proprio questo scontro, banco di prova nel quale il metallo della personalità del pellegrino deve sopravvivere agli incalzanti colpi del destino man mano che il karma viene ad affermarsi; deve far fronte agli allettamenti delle gratificazioni interne in rapida manifestazione; deve resistere all'adescamento di lusinghe proiettive.
Solo la personalità completamente integrata è in grado di resistere. Solo colui che si è rivelato malleabile, temperato e messo alla prova dalla molteplicità delle esperienze, è pronto per la prova definitiva iniziatica.
Se non avete mai conosciuto il brivido sconvolgente di un'improvvisa vampa di rossore; se non vi siete mai fermati, oppressi da un senso di colpa, nel rancido sudore di un letto, se non vi siete mai portati le mani alle orecchie per tacitare le urla strazianti delle anime del Purgatorio; o, ancora peggio, se non avete mai domato la nausea di organi contorti sotto lo spasimo del dolore acuto; o, senza amici, nell'immensa solitudine, non avete mai sentito il vento parlare o la terra muoversi; oppure, ossessionati da una forza misteriosa, non vi siete mai gettati in una pozza d'acqua per poi venirne fuori ogni volta urlando, “Non questo! Non questo!”, allora queste parole non fanno per voi.
La Terra che scotta non fa per voi, non ancora; non finché avrete risposto ad ogni richiamo della carne; non finché vi sarà rimasta attaccata anche la più piccola particella di materia. Ma quando vi sarete arricchiti d'esperienza... un'esperienza che va al di là dei vostri sogni più arditi... e quando vi sarete pressoché staccati dal mondo, solo allora potrete affrontare la Terra che scotta. Il morso della vipera, allora, non si rimarginerà più, e sarete spinti inesorabilmente verso le strade alte.
Allora Paolo di Tarso, accecato dalla lama di Luce per tre giorni; allora Hiram Abiff vacillante sotto il colpo; allora Arjuna sul campo di battaglia, allora Agostino d'Ippona annaspante dinnanzi alla Città di Dio; allora Tommaso Moro accanto alla forca, allora la follia di Swedenborg e il tradimento di Bacone; allora tutto avrà un significato. Per te, pellegrino, ci sarà la fine del tuo urlo “Non questo!” e con gioia riscenderai lungo i fianchi della montagna e assoggetterai al tuo giogo la tua essenza, ben sapendo perché la trascini, cosa trascini e dove la trascini.
Ciò succede a tutti. E quando meno lo si aspetta. Si verifica in una vita prescelta per tale avvenimento, dopodiché si ripete anche oltre il muro della morte come un diritto acquisito. Ci coglie quando il peso di tutte le nostre esperienze ci ha ridotto in ginocchio. Rafforzati dalla fiducia in noi stessi e dall'integrazione della personalità, apportateci dalle nostre ampie, svariate, comprese ed intense esperienze, potremo sopravvivere alla Terra che brucia.
Non esiste altro criterio che lasciarsi coinvolgere nella totalità delle esperienze che il mondo ha da offrirci in una vita; nulla, neppure lo spirito, può liberarsi senza di esse. Vi domanderete che tipo di esperienze servono per liberarsi. Tutto quello che ci accade quando cerchiamo Dio, pure quando non lo riconosciamo. Nell'amore, nel dolore, nella gioia, così breve. Per giungere nell'ambito della Terra che brucia, bisogna essere innamorati, poeti, folli di Dio, ecco, tutti fervidi d'immaginazione, quella facoltà che rompe il velo di Maya. Qui entrano in gioco le crisi dell'uomo, il corto circuito, e non il suo senso sociale.
Siete timidi? Ricercate la fiducia in voi stessi nell'esperienza, come primo passo verso l'auto-affermazione. Sia lo scontento che l'insicurezza e la paura derivano tutti dalla mancanza d'esperienza e indicano l'estremo bisogno di fiducia in se stessi. Il mondo chiama colui che, dopo aver combattuto contro la natura, alla fine ha imparato a lavorare in armonia con le sue leggi. Scrollatevi di dosso il timore di sbagliare, di non essere adeguati: vivete pienamente, buttatevi in un'avventura che tanto avete desiderato. Cadete? Vi rialzate e vivete più forte la vita. Il Cielo è di chi lo assalta.
Qualche furbo si propone di rinunciare a vizi e ad abbellirsi delle qualità di una vita virtuosa senza aver mai sperimentato, superandoli, le tentazioni dei vizi suddetti. Non si può rimanere tutta la vita in panchina, per evitare di giocar male. Bisogna mettersi alla prova per conoscersi, per crescere, vivere è questo. Quando si evita di vivere per non fallire, il risultato è che, quando si è veramente messi a confronto con la realtà alla quale non si può sfuggire, si cade come birilli sotto il colpo dell'inatteso.
Meglio chi ha tentato di vivere cercando qualcosa o qualcuno che lo superi, libero da etichette e da moralismi, che il bisbigliante, tremebondo stupido imbevuto delle sue virtù, timoroso della verità, vacillante dinnanzi ad ogni tentazione, ossessionato dalla paura di essere gettato da parte, pavido della morte e della vita ad essa conseguente. Datemi qualcuno che ha forgiato la vita a modo suo, controcorrente, senza badare al risultato, piuttosto che colui il quale si è semplicemente limitato ad accettare ciò che la società ha scelto per lui.
Chi è morso dalla vipera, deve mostrare il coraggio di manipolare il suo veleno e trasformarlo in medicamento. Dobbiamo diventare tenaci cercatori della verità e della realizzazione più profonda, tesi al completamento, grani di senape pronti ad esplodere di vita, aspiranti dell'Infinito. Nella certezza di una redenzione metafisica.

domenica 6 novembre 2016

TIMOR DI DIO


Dal timor di Dio scaturisce la forza e la sapienza. Si è morti a causa della decadenza di questo timore. La malattia si manifesta quando il timore di Dio cessa. Errore fatale è quello che non avendo più un Dio da temere la forza umana si accresca. Quando le Sacre Scritture esigono il timore, assicurandoci la guarigione dei mali, la conversione in potenza delle nostre fragilità e debolezze, entra in gioco il meccanismo dello scambio sacrificale: rinunciando al sapere profano frutto dell'inganno demonico, sostituendo la ricerca all'osservanza, riconoscendo l'energia divina rinunciamo alla limitazione prettamente umana, siamo ricompensati con la sapienza superiore e una nuova forza dal Dio temuto. Se noi offriamo riceviamo. Dio vuole da noi un'oblazione della ragione. Così facendo riceveremo una energia ombelicale formidabile contenuta nel ventre. L'umiliazione sapiente della ragione consiste nella rinuncia a un orgoglio dei più miserabili, quello che fa credere di poter essere e fare qualcosa senza le forze invisibili, i legami cosmici e le predestinazioni lontane. Non permettere questo atto di sottomissione alla vera potenza di Dio che regge il mondo e le dimensioni, è una rivolta nevrotica contro la conoscenza.

mercoledì 2 novembre 2016

Il Varco del ritorno a casa




Il problema non è di raggiungere l’irrealizzabile, ma credere di poterlo fare col realizzabile.

1.
Da qualche anno parlo di un mistero che reputo affascinante, trasformativo, pieno di senso. Vi sono zone di assottigliamento s/t dove è possibile (dovrei usare il condizionale) passare da questa ad altre dimensioni. Portali, botole come le chiamo io, cancelli cosmici e tutti possono esistere grazie al Varco, così straordinario da sembrare impossibile, dai contorni più che leggendari. Ma ho pure imparato nel corso delle mie esperienze che la Vita stessa è straordinaria, che se realmente penetrata appare impossibile solo per le menti ottuse. Il Varco è un’emanazione dell’Alba della Creazione (in seguito anche solo AdC), la prima materia uscita dall’utero cosmico. È assimilabile all’antimonio degli Alchimisti, simbolizzato col sigillo di Salomone graficamente espresso dalla stella a sei punte; la materia prima della Grande Opera, nerofumo, durissima, ma pure fragile e friabile, secondo necessità. Che cos’è il Varco? È il retroscena non energetico e non massivo della nostra realtà fisica.
A proposito di miti, ce n’è una che è paradigmatica per ogni donna e uomo impegnato nella ricerca spirituale; è la storia di Camelot e dei cavalieri della Tavola Rotonda, di cui soltanto due trovarono il Sacro Graal, lo smeraldo multidimensionale di Lucifero che perdette a causa della sua ribellione a Dio e col quale fu costruito il Calice dell’ultima Cena di Gesù e dei suoi discepoli.  Parsifal era uno dei fortunati della ricerca, che subentrò al Re Pescatore come custode del Castello del Graal. Galahad, era l’altro cavaliere che vide il Sacro Calice. Entrambi i cavalieri scomparvero...
Certo, per i sostenitori ad oltranza della storia ufficiale, della sua ineluttabilità, per coloro i quali tutta la realtà si appoggia sulle spallette della scienza, della prova sperimentale; beh, ricordo loro una cosetta non da poco: troppi dubbi propone la realtà, equivoca com’è per ogni dato riportato da cronache e gazzette non proprio obiettive visto e considerato che i padroni han sempre l’ultima parola e, si sa, che la storia la fa chi vince. Troppi filoni sovrapposti e, in primis, l’origine della storia stessa, avvolta nella tenebra più fitta. E allora spuntano i miti, le leggende, che illustrano con figure e simboli ciò che non può essere detto altrimenti. 

2.
Dal momento che i successori di Pietro preferirono impegnarsi nelle questioni politiche piuttosto che occuparsi della salvezza delle anime, la tradizione occidentale andò ispessendosi, disperse così la originaria forza della Verità. La perdita delle chiavi per la decifrazione dei simboli e dei rituali che i primi cristiani avevano gelosamente custodito, determinò il sorgere di una corrente sotterranea di conoscenza, grazie alla quale il secretum (AdC) di Gesù poté essere salvato e trasmesso ai posteri. Fu Dio a ispirare gli uomini degni affinché istruissero altri uomini in grado di raccogliere il diafano scettro di Luce. Si tratta di un dispositivo che può collegare questo universo ad altre dimensioni, ma può essere innescato da chi comprende l’unità e l’armonia del Creato. Essere in grado di mettere in rapporto il quotidiano con lo straordinario a livello unitivo, significa avvicinarsi al mistero graalico ed essere nello stesso momento nei due mondi, il finito e l’infinito, è uno stato di grazia che soltanto l’innocente, il puro folle, può conseguire. È perciò essenziale imparare a diventare veramente puro o folle alle cose di quaggiù, come Parsifal, prima di intraprendere la cerca, perché fino a quando si continuerà ad essere incatenati dalla morsa della realtà mondana, difficilmente sarà possibile cominciare ad uscire da noi stessi nel modo che è necessario per concepire il Graal.

domenica 9 ottobre 2016

Presagi dalla fine del mondo



Il povero di spirito è uno che non ha nulla tranne che una cosa per cui e di cui è fatto, cioè un'aspirazione senza fine, un'attesa senza confine. Io non aspettavo nessuno, eppure Gesù è da sempre lì che mi aspetta. Che qualcuno si innamori di ciò che ha innamorato me. Il desiderio è che quello che uno ama diventi per tutti, che anche gli altri possano essere presi da Cristo che mi ha preso. Ma per questo, perché sia così, noi dobbiamo ardere, letteralmente ardere di passione per l’uomo, perché Lui lo raggiunga. Il fuoco ha da ardere. È testimonianza, è esperienza provata, penetrata, vissuta, sentita, inevitabile, inesorabile, sovrabbondantemente evidente.

Esiste un nesso reale tra le cose più inaspettate e peggio assortite. Le stranezze hanno legami troppo subdoli per venire percepiti. Ma se vogliamo vedere dobbiamo esser disposti a pagare un prezzo altissimo: la vigilanza incessante. Ma attenti, dal punto di vista giornalistico (sia esso scientifico che cronachistico), la verità esiste per venire violentata. L’unica volta in cui si rispettano i fatti è quando fa comodo pubblicarli. Altrimenti, è meglio rifilare al pubblico un mucchio di bugie. Per il gazzettiere è piacevole: gli dà un senso di superiorità sui gonzi che gli credono, oltre ad assolvere il compito per cui è pagato dal padrone.

Ci sono tantissime cose che accadono intorno a questo pianeta e di cui la scienza non sa nulla, ma ce ne sono di ancor più numerose che succedono nelle anime degli uomini, di rado avvertibili. C’è una costante di struttura fine che collega l’uomo antico a noi, se solo riuscissimo a risvegliarla, vedremmo cose raccapriccianti e immagini sublimi. 

Un antico racconto narra di una lotta epocale che avverrà negli ultimi tempi quaggiù sulla Terra: lo scontro tra Cristo e il suo diabolico oppositore più irriducibile. Combatteranno sul più alto minareto sud-occidentale della moschea degli Ommayadi di Damasco. Gesù da lì farà precipitare l’anticristo. Damasco è la capitale della Siria, e come suggerisce il suo nome, è la Terra della Stella. Un aspetto eminentemente metapolitico, oggi, la pone al centro di una guerra apparentemente più prosaica del mito da cui prendo spunto. Eppure al di là di valutazioni profane, si scontrano comunque due visioni del mondo. Essenzialmente c’è la Russia santa (pur con tutti gli interessi di parte, almeno è sorretta da forze cristiane) contro la Nuova Babilonia, gli Stati Uniti d’America, che opera mascherata da terroristi. Le bombe non sono mai sante, direbbe papa Bergoglio, anche se in altri tempi la Chiesa benedisse guerre e san Bernardo istituì un ordine armato d’eccellenza, quello dei Templari, che condusse per un secolo una formidabile missione sia bellica che spirituale: oggi, però, siam tutti pacifisti, aborriamo la guerra malgrado la vendita delle armi è in crescita, siamo contro la pena di morte e, coerentemente, ammazziamo milioni e milioni di feti umani in nome della libertà della donna. 

Chi è il dajjal, l’impostore anticristico? Un essere nato da madre umana e come padre satana? Un’ideologia? Cosa? È la manifestazione diabolica di una potenza, con poteri così formidabili da sembrare Dio. Conta soprattutto in questo caso valutare i semi che tale essere iniquo ha sparso nelle anime della gente. Conta sapere l’entità del danno che ha apportato alle nostre gerarchie interiori – l’intelligenza, la volontà, il sentimento. Dove si è, infatti, annidato il suo virus devastante, sovversivo del Bene e della Bellezza. 

Va fatto un breve accenno ad un’altra storia. Mi riferisco alla Torre di Babele, non distante dalla Siria. Nimrod, il costruttore di tale orgoglio tecnico, salì su di essa e scagliò una freccia verso il Cielo. Fu un atto di superbia e di sfida a Dio, riverberante ancora oggi. Scienza e tecnica sono quella freccia che punta dritta al cuore dell’uomo, sì, perché è lì ove dimora Dio. Nimrod credeva di offendere l’Assoluto, in una tenzone blasfema, ma ignorava di colpire sé stesso fatto ad immagine del Padre. 

Nella moschea di Damasco si dice che sia conservata la testa di S. Giovanni Battista che è stato il precursore di Gesù. Un’altra figura centrale nella Storia Santa è S. Giovanni, autore del quarto Vangelo e dell’Apocalisse. Se il Battista annunciò la venuta di Cristo, San Giovanni Evangelista è in una certa misura il continuatore, perché è colui a cui viene affidata la Madre Celeste dal Figlio morente sulla Croce. I due santi sono l’Alfa e l’Omega messianico, avendo poi lo stesso nome e non a caso, rappresentano il ciclo divino, che come il cerchio non ha inizio e neppure fine. Tutto induce a credere che questi dati tradizionali fanno pensare che un altro ciclo di segno contrario possa essere collegato ai due Giovanni e con ciò, perché opposto, iniziare ad Efeso, ultima dimora di S. Giovanni Evangelista e concludersi così proprio nella moschea di Damasco. 

Trovo un altro legame forte tra i due Giovanni e due eccelse figure bibliche, il patriarca Enoch ed il profeta Elia. Di loro è detto che non sono mai morti. Infatti, Enoch “disparve perché Dio lo prese”, mentre Elia venne trasportato in Cielo su un carro di fuoco. In tal caso gli alieni non c’entrano. Il Libro della Rivelazione ci dice che queste due figure, i Testimoni, torneranno sulla Terra inviati dall’Altissimo, per dar vita alla lotta contro l’esercito di Satana e il suo generale.
Con la fine, certa, dell’oppositore del Figlio di Dio, e con l’esaurimento di ogni potenzialità umana negativa, anche questo certo, finirà il presente ciclo. Si può discutere in che termini avverrà l’ultima battaglia, quella dei due stendardi così descritti da Agostino d’Ippona, ma son convinto che avverrà con tutti i crismi, fisici e spirituali, palese, terribile, da squassare le fondamenta del mondo. Non vi fate ingannare dagli esegeti odierni, che mettono tutto sotto la griglia interpretativa riduzionista, fatta di semantica e antropologia. La vanagloria e la paura paralizzano chierici e scribi, in un mondo in cui l’antica sapienza è dimenticata. Chi ha vissuto più vicino all’origine ha visto con più esattezza la realtà. E ora siam così lontani dall’inizio che poco o niente capiamo della fine, perché poco o niente più vediamo.

Ogni Tradizione, per quanto concerne gli eventi della Fine, indica alcuni eventi caratteristici, tra simboli e fenomeni reali, sostanzialmente uguali. Eppure molti saranno ciechi di fronte a questi segni. Ed è la iattura più tremenda non voler vedere. Un evento su tutti, non lascerà dubbi: un Segno nel Cielo. Ultimo e di grandezza astronomica. Corpi spuri provenienti dal cosmo, arcontici emissari, entreranno di soppiatto nella nostra orbita, mutando l’assetto planetario. Cambierà la faccia della nostra mai abbastanza amata Terra e pure cambieranno il corso delle stelle nel Cielo. Niente sarà più come prima, per usare un’espressione abusata, ma questa volta pertinente come mai prima d’ora.
 
Ciò che ho maldestramente descritto, è quanto avverrà, secondo la Tradizione sacra. Quanto invece siamo distratti oggigiorno da tante cose effimere, dal chiacchiericcio stupido e volgare. Le massime autorità spirituali, si fa per dire, di che cianciano? Fame nel mondo, salari bassi, disoccupazione, corruzione. Tutto si riduce a questioni sociali, anzi, socialistoidi. Come se la missione principale delle Chiese fosse quella di stabilire la pace in terra attraverso un governo transnazionale e un reddito garantito per tutti. Che tristezza. Più che mai abbiamo bisogno di assoluti, di fondamentali, di spiritualità, di scelta di percorsi decisivi. Più che mai, oggi, vorremmo risposte a domande antiche. Ma chi è più in grado di pensare oltre il pensiero discorsivo? Chi oggi è capace di leggere oltre la parola scritta? Di indicare una meta con forza e conoscenza? 

Siamo alla vigilia di eventi cosmici, inusitati, portentosi e terrificanti, almeno per chi sa leggere i segni dei tempi, ma l’ipnosi di massa non dà scampo. Altro segno del Nemico è quello di distrarre le moltitudini dalle cose di vitale importanza.

Sembrano aprirsi voragini nel tempo. Reminiscenze di fatti lontani che affiorano in chi non li ha mai vissuti. Si affollano larve del basso astrale pronte ad apparecchiarsi la mensa. Fate attenzione ad un fenomeno sensibile, non rilevabile ancora dagli strumenti: ciò che esiste si sta ritraendo, dapprima impercettibilmente, poi sarà sempre più evidente il nulla. Come quando c’è la nebbia e nessuno vede più niente, tranne che la nebbia.