Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

domenica 12 novembre 2017

L'inferno tracima ma i telegiornali non confermano la notizia


Il 24 giugno 1717, da quando la nuova massoneria ha ripreso indegnamente il testimone dai grandi mastri di pietra, la logica della costruzione, del porre mattone su mattone è centrale nella visione mondialista dei figli della vedova, ma con intenti ben diversi dai loro avi: ogni mattone contribuisce all'edificazione del tempio. Di cosa si parla? Il tempio dedicato al nuovo liberatore dell'uomo, al portatore della luce del progresso, della libertà senza dogmi e vincoli. Ma per realizzare il tempio manca ancora una cosa da fare: far saltare la Tradizione d'Occidente, un bastione basato sui valori cristiani e tradizionali, alzato millenni fa contro le orde di gog e magog. Per carità, non discuto su quali armi faccia affidamento l'avversario, è libero di usare ogni mezzo al suo fine; ma noi, dico noi cattolici cosa opponiamo ai piani oscuri massoni? Cosa ci distingue, cosa siamo disposti a rinunciare pur di difendere la roccaforte, oggi sempre più fiaccata dai colpi di mortaio del nuovo umanesimo rampante?
Intanto dovremmo ribellarci ogniqualvolta i massoni, anche se mascherati, insozzano la Madre Celeste. Non permettere che venga meno il nostro sostegno inesausto alla Madonna. Che cosa ci importa se ci prendono per contarosari. I massoni odiano l'incarnazione. Il principe dal mantello rosso si ribellò a Dio per questo motivo. Il piano del Creatore era quello di dare corpo allo spirito attraverso l'uomo e ciò fu aborrito dal fulgido angelo. Perciò tutti i giorni satana ci umilia nella carne. Ci procura piaceri e dolori, ci schiavizza facendoci prima esaltare il corpo e poi ci induce al disgusto. Durante i millenni, prima con sette e congreghe, poi attraverso centri di propaganda e profeti del nulla, ci hanno sedotto con l'illusione di spiritualità assoluta, suggerendoci di liberare l'anima dal suo carcere, il corpo. Ogni forma di onanismo spirituale arrivato dall'Oriente decaduto tramite i colonialisti inglesi, è stata sperimentata da chi non pago di una religione troppo spostata verso l'umanitarismo, ha cercato tramite ascesi invertite la liberazione dai lacci carnali. Attenti amici, il corpo è l'unico mezzo che Dio ci ha dato per scrivere il nostro destino nel mondo. Chi si oppone è lui, l'anticristo, che ormai è più una dottrina che una persona, è l'antitesi al Vangelo; una dottrina che concepisce il mondo una creazione del demiurgo, quindi immonda, e il segreto della fuga sarebbe riservato a pochi eletti. Illuminismi, avanguardie, eresie: il settarismo è la cifra della modernità. Gli eletti preferirebbero distruggere l'umanità per ricominciare daccapo con altre forme di vita, nuove regole e prospettive. È un vecchio piano ma sempre sul tavolo di lorsignori. E noi che facciamo?
Inutile appoggiarci a forme politiche che a parole vogliono conservare la civiltà ma nei fatti sono l'altra faccia della medaglia del mondo moderno. Né darsi alla macchia alla maniera jungeriana o fuggire in Egitto, come fece Guénon. La linea va difesa e non abbandonata perché il nemico avanza. Qualcuno con buoni motivi, non discuto, suggerisce di attendere il momento propizio, rimanendo in piedi tra le rovine, non lasciandosi condizionare dalle correnti samsariche. Attendere... mah, qui a furia di attese e veglie, rischiamo di farci schiacciare dagli eventi o di morire d'inedia. Non credo che dobbiamo rimanere con le mani in mano. Una resistenza attiva va fatta. Ma come?
Non sto qui a stabilire strategie e tattiche. Più volte mi sono espresso in merito. La nostra è una battaglia esclusivamente spirituale ma non per questo priva di effetti concreti. In tempi come questi, emerge una luce insospettata in chi non cerca le cose quaggiù, e tanto basta ad illuminare le tenebre sempre più invadenti. Un richiamo ancestrale risuona in noi e ci induce ad alzare gli occhi e a vedere ciò che avevamo prima rifiutato.
Nulla sarà più come prima e una volta per tutte saremo messi di fronte all'ineluttabile, senza scuse o alibi dovremo scegliere da che parte stare.

domenica 5 novembre 2017

Il viaggio non è la meta


Per aprire lo scrigno della Sapienza bisogna reperire un mazzo di chiavi di vetro. Cosa alquanto difficile, ma anche trovandole si rischia facilmente di romperle. Non si può scassinare la serratura, essa è a prova di ladro perché soltanto chi ha il potere di “vedere” può trovare il buco della serratura e inserirci l'apposita chiave. Per dire che quanto appare non è la realtà, è un riflesso di essa e bisogna essere attrezzati per tentare di vedere oltre l'apparenza, il cammino infatti è assai tortuoso e pieno di insidie, facile confondersi e prendere lucciole per lanterne. Ora, i Massoni moderni hanno ricevuto per eredità lo scrigno, ma purtroppo per loro hanno smarrito la chiave e anche se ce l'avessero sotto il culo, non se ne accorgerebbero perché ciechi. È la iattura che subisce un antico Ordine che ha perduto la strada di casa. La stessa interdizione la subiscono gli studiosi del passato, storici, antropologi, psicanalisti junghiani, soprattutto i cultori degli antichi misteri alle prese con materiali ermetico-alchimistici di cui ignorano le leve di comando. Per non parlare dei cosiddetti interpreti delle Centurie di Nostradamus.
Tutti gli esperti del famoso profeta, almeno nell'immaginario comune, si son fatti un nome per tradurre le sue centurie, tentando inutilmente di venirne a capo, partendo dal presupposto arbitrario che si trattasse di profezie. Quanto ai risultati, beh, le previsioni si sono rivelate sbagliate come quelle di Renucio Boscolo. Mi domando: è mai possibile che nessuno si sia chiesto se ci fosse un'altra chiave di lettura di quegli scritti oltre alla tesi profetica? Nostradamus non fu un profeta nel senso profano che intendono i moderni, che seguono le banalità astrologiche di furbi “esperti” televisivi; il visionario francese intorno al 1550 produsse una mole di scrittura oracolare, nel senso di criptico, che solo un iniziato ai grandi misteri poteva elaborare. Michel De Nostradame, il suo nome, redasse le famigerate quartine ad uso interno di un ordine iniziatico che raccolse la scottante eredità templare, malgrado la riservatezza del materiale fu necessario divulgarlo poiché molti dei suoi componenti erano sparpagliati se non nascosti in tutto il continente. Ognuno di loro possedeva le chiavi d'accesso per interpretare le istruzioni onomantiche. Hanno un valore pure oggi? Sono solo reperti di un'epoca scomparsa, oppure conservano valenze procedurali iniziatiche ancor oggi per qualche degno cercatore? E qui vengo al nocciolo della questione. Esistono ancora regolarità iniziatiche nell'anno del Signore 2017? Chi si fregia del titolo di regolarità, di legittimo depositario dell'arcano, lo è effettivamente o millanta crediti inesistenti? Non solo. Vi sono adepti che virtualmente possiedono a pieno titolo la legittima successione, ma hanno tradito il mandato ed invertito il segno, così da diventare un bubbone pernicioso nel tessuto sociale delle nazioni. Il panorama non è dei più rosei, almeno per chi come me considera le società esoteriche necessarie per custodire il linguaggio dei simboli, i rituali, le dottrine sapienziali. Finché c'erano, assicuravano la continuità della Tradizione in ogni suo aspetto, la difendevano contro eresie e colpi di mano. Il percorso era sicuro per ogni aspirante alla Luce: seguire un iter una volta ammessi nel cenacolo interno di un Ordine, in grazia del quale l'adepto dovrebbe pervenire alla integrale corpificazione dello spirito e spiritualizzazione del soma, secondo gli assiomi alchemici. Oggi sembrano illusioni, sicuramente lo sono per chi ignaro segue i corsi di quei praticoni dell'occulto che mischiano dottrine e tecniche in un minestrone insipido e privo di nutrimenti: Gurdjieff-tantra-yoga-alchimia, vi viene in mente qualcuno? Eppure malgrado la latitanza di ordini iniziatici legittimi, si può sempre cercare la Salvezza e la Liberazione che sono le mete sempre valide dall'alba dei tempi. È pur vero che per raggiungere codesti traguardi si debbano acquisire stati di coscienza ampi e profondi, per giungere all'illuminazione. Scandurra più prosaicamente indicava come aprire i rubinetti mentali per attingere le energie che sostengono le dimensioni. Il resto è superstizione, appagamento psicologico, narcisismo, vanità

sabato 28 ottobre 2017

La fiamma è ancora accesa


Nel Vangelo di Matteo i sacerdoti zoroastriani sono presentati come ‘Re Magi'. Sono indovini (e infatti sapevano già cosa cercare, dice Matteo «cercano il neonato che è re dei Giudei») e sono astrologi (infatti lo seguono seguendo la Stella) e portano doni, oro, incenso e mirra. I Re Magi dei Presepi che le chiese cattoliche preparano per Natale, e anche quelli che attraversano Roma in barca, sono vestiti come 'Turchi' e sono scuri di pelle. Quelli del gruppo marmoreo della chiesa Aracoeli a Roma sul Campidoglio sono neri come il catrame. I tre Magi sono al servizio di Erode, ma dopo la nascita di Gesù “essendo avvertiti nel sonno” tornano al loro paese in Oriente passando per un altro cammino. I Re Magi oggi riposano a Colonia, dentro un sarcofago aureo. Prima stavano a Milano da dove — dice la guida — “furono trafugati”. Con tutto il resto? Mago in Matteo 2 designa l'adepto di un ordine o casta di sacerdoti astrologi e indovini della religione persiana di Zoroastro (Zaratustra). Nell'Antico Testamento si designano così i saggi di corte, i consiglieri e gli indovini ufficiali dei re. Negli Atti degli Apostoli sono menzionati Simon Mago e Elima Bargesù, che praticano le arti magiche. Oggi la magia per noi Cattolici è la preghiera, l'imposizione delle mani e l'unzione con l'olio santo. La magia per i massoni, invece, è importantissima perché sta nel nome: massa moltiplicata e sublimata grazie alla volontà, thelema, notoriamente decisiva per ogni operazione occulta. I seguaci di Martino de Pasquali, Claudio di San Martino e di altri celebri illuminati, sostenevano la possibilità di comunicazioni dirette con l'invisibile e in Russia, dove queste idee trovarono un terreno fertilissimo, nel 1818 il libro prediletto (in questo contesto) era la Bibbia, il principale manuale di arti ermetiche. Storie mitologiche e bibliche furono il primo soggetto dei primi scrittori. Servivano ad attribuire a forze esterne la magia e a sostituire quelli che Carlo Gustavo Jung chiama gli archetipi inconsci del comportamento umano. Fondatori della santa alleanza massonica erano Russia, Prussia ed Austria, che quindi hanno operato in concordia. Metternich li chiamava scherzosamente i Re Magi. Napoli e Spagna erano definite zone di intervento, e fu preso l'impegno di non deporre le armi fino al raggiungimento dello scopo: la Santa Alleanza. Il mondo del paranormale comprende la magia spicciola di tutti i giorni che la scienza non sa spiegare. Un fenomeno è definito paranormale quando non è spiegabile. Se un fenomeno è spiegabile oppure lo diventa, come le meteoriti che erano fenomeni paranormali fino ai primi del secolo tra i fautori del vecchio firmamento, allora non è più paranormale. Col risultato che chi si dedica allo studio del paranormale studia dei fenomeni che a priori sono definiti inspiegabili. Mangiare il brodo con la forchetta. Il paranormale è magia spontanea senza dottrina e perciò non ripetibile a piacimento. E se la gente vuol sapere che cosa pensano gli scienziati della magia? La maggioranza degli scienziati sono razionalisti, ossia negano potere all'intuizione. Gli scienziati illuminati sono veramente pochi, e questi trovano già ciò che gli serve col sistema della “verità plausibile”. Al di fuori della loro cerchia alcuni scienziati hanno tentato qualche indagine, secondo il biologo Lyall Watson, e in particolare Platone, Pitagora, Kammerer (il Linneo delle coincidenze), Eddington, certamente il cripto-alchimista Isacco Newton ''tutti sospettavano l'esistenza di un qualche principio che trascende le leggi di causa-effetto, qualche tipo di forma che modella gli eventi, una specie di armonia dell'universo che precede e forma il contenuto delle cose''. Per questi scienziati fu preparato un libro importantissimo, da Wolfango Pauli, premio Nobel per la fisica e da C.G. Jung, psicologo, che uscì nel 1952. Nel libro le coincidenze inspiegabili vengono attribuite ad un principio che collega tutto senza rapporto di causalità ed opera indipendentemente dalle leggi conosciute della fisica classica. Hanno escluso che questa forza sia controllabile dagli uomini, o che controlli gli uomini. «È una forza che tende ad imporre il suo stile di disciplina sul caos imposto dal secondo principio della termodinamica», che i due non mettono in discussione. Le leggi naturali, hanno osservato, non sono assolute. Sono verità statistiche che funzionano secondo la legge dei grandi numeri e lasciano spazio alle eccezioni. E quando queste eccezioni operano contro il tempo o lo spazio e legano gli avvenimenti in modi strani ed inaspettati, in quei casi si tratta di coincidenze significative. A quei fenomeni hanno dato nome “sincronicità”. Vengono presi in considerazione quel mazzetto di fenomeni notissimi che vanno sotto il nome di parapsicologia, oppure il mondo dei quanti, che è totalmente paradossale ma nessuno se ne accorge perché è studiato in una materia che si chiama fisica. C'è gente che si siede davanti ad una goccia d'acqua che cade su una lama e cerca di spingere di qua o di là la goccia col potere della mente, e moltissimi ci riescono. La psicocinesi è una magia ammessa; la sovietica Nina Kulagina, è il nome più noto, e la documentazione relativa (un film la mostra mentre separa con la mente il tuono dall'albume di un uovo rotto in un acquario davanti alle cineprese) fu presentata al mondo dall'Accademia sovietica delle Scienze. Che succede se uno scienziato scopre qualcosa contrario allo schema antimagia? All'inizio, fine Settecento (ma gli anni si contavano diversamente) gli illuminati credevano che la mente dell'umanità generasse tutto, visto il potere che gli uomini avevano dimostrato in Egitto, dove il metallo più duro era il rame e le tombe dei re sembravano scavate nel formaggio. Fino a metà Ottocento non erano ammissibili scoperte come i fossili (immaginati da chi, se l'uomo non c'era ancora?) oppure la profondità del Firmamento, oppure i meteoriti. Galileo Galilei rappresenta lo scienziato italiano che incontra durante le sue ricerche una verità diversa da quella dell'Accademia. Il succo della parabola di Galileo è che deve cedere ai teologi, anche se è padrone di tenersi le sue opinioni in privato. I teologi al vertice sanno perché: non si può generare la vera magia con l'ammaestramento degli uomini perché questo non basta. Il massimo che possono sperare è una sostituzione finale della magia artificiale con quella naturale, dopo che la gente ha dimenticato come si faceva. La magia naturale, quella che toglie il peso alle cose (la gravità è uno stato mentale) e rende belli i paesi ed i paesaggi fatti dall'uomo, richiede la collaborazione dell'intero tri-regno e non può essere violentata. La storia della scienza e della religione è la storia di continui rappezzamenti delle idee originali perché gli illuminati man mano che la scienza procede, non si accorgano del furto sbagliato. Nei libri la doppia informazione consiste in questo: solo agli illuminati viene insegnato che il mondo è generato dalla magia ('mente', oppure 'mana') mentre a tutti gli altri si danno versioni diverse di tutti i fenomeni altrimenti senza spiegazione, a seconda del livello accademico in cui si trovano. La teoria vuole che il mondo immaginato dagli illuminati, con un po' di aiuto, prenda vita: la magia, appunto. La simbologia delle parole, dei numeri e dei significati fa parte del cerimoniale, così le maschere e i codici per individuarle. Tutto è collegato da segni nelle tre dimensioni, e con le regole della cabala occidentale (l'argotico) si possono immaginare tutti i nuovi mondi che si vuole fino a vederli per davvero, ma non sono allucinazioni bensì focalizzazioni. Cominciata forse con un po' di luce, la scienza è finita nel peggior oscurantismo: l'hanno messa a servizio del tecnomillenarismo apocalittico e i vertici istituzionali sono stati lentamente convertiti al postulato di Euclide. Sono le baronie universitarie e le grandi case editrici. Anche i gesuiti ad un certo punto si sono mossi verso la demitizzazione. Bergoglio e il suo Generale dell'Ordine sono particolarmente indaffarati nell'imporre il riduzionismo al cattolicesimo, in un'opera senza precedenti in perfetta linea con i nuovi amichetti luterani. Se è impossibile dimostrare che i dinosauri siano stati creati dalla mente dell'uomo, togliamo almeno il sospetto che la creazione sia un fatto continuo, di adesso mentre sto scrivendo. Diciamo tutti che la creazione “ci fu” un tempo, e non occorre nemmeno insistere tanto sul concetto del Creatore. Induciamo a credere, a colti e a ignoranti, la banale teoria del Big Bang iniziale e lasciamo la Creazione fuori dai programmi di studio. Nemmeno gli illuminati si accorsero che la verità era stata scoperta e subito nascosta di nuovo. Alle facoltà di fisica Alberto Einstein è ancora un'icona intoccabile, se poi la negazione dell'etere non risolve i buchi logici e sperimentali, pazienza. I dati raccolti fin qui a LHC dai due esperimenti del CERN di Ginevra responsabili della scoperta del bosone di Higgs, non hanno trovato nulla. Dov'è allora la notizia, e qual è il significato di questa "non scoperta" per la fisica delle particelle, e in generale per la nostra comprensione delle leggi fondamentali che regolano la natura? In realtà la prova latita malgrado i miliardi di dollaroni generosamente offerti da enti internazionali (chi c'è veramente dietro le congrue donazioni?). A cosa servirebbe 'sto bosone? Sembra anch'esso una cosa magica spurgata però dalla dimensione trascendente. Una particella basica che darebbe peso e realtà alle cose, ma la natura dell'Universo sfugge ai cosmologi perché mutevole ed elusiva, proprio come i dischi volanti. La magia, derisa e vituperata dagli scienziati, ha già risposto da tempo immemore alle domande topiche:
  • Chi, o che cosa è, Dio?
  • E se esiste, dove si nasconde?
  • E se riuscissimo a trovarlo, che cosa faremmo?
  • Saremmo ancora in grado di stabilire un dialogo, come fece Mosè?
  • E se sì, quale linguaggio dovremmo utilizzare?
  • E una volta scoperto di poter comunicare, che cambiamenti potremmo operare nella nostra vita e nel mondo intorno a noi?
Noi viviamo in uno stato di creazione continua... ma continuiamo a guardare dalla parte sbagliata.

mercoledì 11 ottobre 2017

Bussando alle porte del Cielo

Vorrei che comprendeste l'autenticità di un atteggiamento completo verso la vita che vede la realtà come una sorta di emanazione che si estrinseca tra due polarità. Al di là di ogni facile manicheismo, la complessità di tutta la vicenda che ho narrato e che vede l'anonima talenti intorno al suo capo operare a più livelli, comporta senza dubbio un altrettanto complesso metodo di manifestazione dei fenomeni che l'hanno composta e determinata. E solo in una realtà, più sottile, questi fenomeni possono verificarsi, poiché in essa i ristretti domini dello spazio, imposti dal nostro modo errato di misurare il mondo, non esistono. E così nella sfera psichica, passato presente e futuro si piegano in un unico presente che è un attimo dell'eterno. Le vite che abbiamo vissuto, che vivremo e quella che stiamo vivendo, non sono altro che un'unica realtà, un unico momento. 

C'è ancora un'osservazione da fare. Quanto scritto in questi anni, tutto questo favoloso intreccio, si è verificato realmente, ma non so in alcun modo come abbia potuto realizzarsi alla luce delle cognizioni ordinarie. L'irruzione del magico non in termini estemporanei, bensì continuativi, ha prodotto sicuramente modifiche alla struttura stessa della realtà, così come la sperimentiamo abitualmente. Ciò ha comportato alterazioni del continuum s/t non solo a Viterbo (eccetto alcuni, i viterbesi non se ne sono accorti, dormienti come sono da secoli) ma in direzioni non ancora rilevabili completamente. Posso solo dire, evitando in parte questa esigenza di conoscere la causa prima degli eventi descritti, che quando uno viene coinvolto in situazioni di questo tipo, si sente estraneo da ogni considerazione analitica e gli è sufficiente vivere l'esperienza; sicuro tuttavia che altre menti ed altri spiriti vicini alla sua sensibilità, garantiscono, vivendo le medesime esperienze, la validità delle sue.

Ho potuto in quel decennio apprendere molte cose sul bene e il male, di dinamismi contrapposti che si contendevano il dominio dell'Universo, di lotte violente fra forze antagoniste.Tutto ciò nell'anonimato più stretto. Provavo indubbiamente una strana sensazione: ritrovarmi su altri mondi di universi diversi, io, comune cittadino della Terra, anzi di Viterbo. Manco fossi John Carter di Marte. L'esperienza totalizzante che vivevo non comportò nessuna alterigia né superbia rispetto ai miei simili. Anzi, nel mio piccolo tentai addirittura di produrre programmi radiofonici e poi televisivi nella mia città, allo scopo, probabilmente ingenuo, di suscitare un nuovo piano di coscienza verso realtà che esulano dal conosciuto. Quando rientravo dalle Immersioni e frequentavo i compagni di scuola e dell'oratorio, la percezione sensoriale abituale mutava, avevo ancora addosso la "polvere di stelle" che confondeva il mio rapporto col mondo. All'inizio, dopo diverse IVI ho avuto seri problemi sia fisici che psichici, faticai alquanto ad abituarmi al dentro-fuori. Il mio organismo mutava, lo sentivo, la coscienza si dislocava con facilità, non nascondo che ebbi paura. Ma non avrei mai rinunciato all'infinito.

Il metodo scientifico si basa sulla ripetibilità delle osservazioni. Quando si analizza un qualche fenomeno fisico, si scopre che esso è una combinazione di elementi dettati dalle leggi di natura e, insieme, di altri elementi accidentali. Il fatto che si veda una palla rossa cadere in un certo modo per effetto della gravità potrebbe, a priori, essere in parte conseguenza del fatto che essa è rossa. Per accertare che ciò non è vero si può solo esaminare come cadono palle di colore diverso, ma identiche sotto ogni altro aspetto. Nel caso dell'universo, questa libertà non c'è, e perciò i fisici sono obbligati a separarne le proprietà fondamentali  da quelle accidentali.  Un evento particolare, locale, non è un parametro applicabile su scala cosmica. Il comportamento dell'universo è diverso dal comportamento dei corpi che si trovano al suo interno. Il tempo sul terzo pianeta del sistema Sol non risulta lo stesso su altri mondi. L'ho constatato io stesso, ma che prova posso dare a sostegno di tale osservazione? L'orologio che possedevo durante le prime immersioni, un cronografo di buona marca, mi dava tempi diversi già dal momento in cui penetravo nel condotto dimensionale fino all'emersione su di un altro pianeta. Se poi raggiungevo il secondo universo, le lancette non giravano affatto, immobili; quando rientravo a Viterbo, il crono riprendeva tranquillamente il suo movimento perfettamente in sincronia con l'ora terrestre. I minuti o le ore di scarto si annullavano. I fenomeni psi confermano la tesi secondo la quale è possibile già qui violare le leggi di natura, almeno quelle convenzionali e codificate dalla scienza. Possediamo la chiave interna che ci connette alle leggi dell'universo, altre da quelle rilevabili ordinariamente. La realtà appare sempre più decisamente plastica e ideazionale. Scandurra dice che tutto quello che esiste si può modificare, piegare, basta avere un intento fine, ossia focalizzato su di un punto. Uno sguardo magico trasforma la materia.

Le avventure di cui sono stato testimone attivo, mi hanno permesso di formulare una teoria del tutto - una delle tante - oppure, più semplicemente, da ragazzo mi piaceva l'idea di attraversare a piedi quella specie di confine che doveva portarmi fuori dal mondo, in quel campo fiabesco. Eppure Scandurra mi disse che quel posto così pulito, ordinato, era abitato da spettri e diavoli. Del resto non si può imputare solo all'azione umana tutte le cose brutte, sanguinose, che accadono quaggiù. La tristezza, la malinconia, la depressione, da dove provengono? Siamo per principio scontenti di ciò che ci circonda, eppure continuiamo a credere solo al visibile. Viviamo in un mondo in cui il 99% delle cose belle vengono distrutte quando stanno per nascere, perché vi sono all'opera  forze dirette a soffocare il bene. La maggior parte dei miei conoscenti non può fare a meno di alterare il proprio stato di coscienza con i mezzi più svariati, droghe, eccitanti, sesso, passioni ossessive, perché? Non vi siete mai chiesti che il bisogno di evadere dalla normalità non sia soltanto un fenomeno patologico, ma anche un tentativo ingenuo ma necessario, di ricordare la patria perduta, lo stato edenico smarrito, quando eravamo dèi? Scandurra ci ha insegnato che viviamo in un mondo in cui ogni cosa ha una vita propria, una vita sotterranea, dall'elettrone alla galassia, tutto è bucato e sorretto dal pozzo senza fondo. Tutto vive una sua vita speciale, che noi non afferriamo ma che è sempre in grado di svilupparsi. Un mondo, che come un corpo con le sue cellule, è dunque sul bordo del caos, di una sorta di malattia, e bisogna solo sperare che Dio abbia regolato la vita delle cose in modo tale che tutto resti nella precaria armonia che noi conosciamo. Un mondo fragile anche, perché transitorio e posto al fianco di altri mondi, paralleli, che potremmo però conoscere prima di passare il guado.

mercoledì 4 ottobre 2017

Anima & sistema di controllo



1. Sono i fisici oggi ad affermare che la loro pratica consiste nel puerile gioco di spaccare "cose" sbattendole l'una contro l'altra per vedere cosa succede... e poi sarei io l'irrazionale?

2. Se non ci risvegliamo dal mondo dei sogni in questa vita (giusta la concezione cristiana dell'elezione), è improbabile un risveglio successivo. La sostanza della nostra anima non è imperitura come si crede, è soggetta al divenire (è eviterna), al contrario dello spirito che è al di là delle forme transitorie. È necessario lavorare su se stessi senza farci risucchiare dal contingente. Usiamo energia emozionale (prajna) per ogni evento ordinario, poi ci manca per trasformarci. L'anima va alimentata dall'esperienza consapevole, dal fuoco dell'intento. VIVERE SECONDO INTENZIONE, è il cammino iniziatico.

3. La spiritualità è innanzitutto azione, in secondo luogo esperienza ed infine è una cosa spiegabile, comprensibile. Sì, certo, conta l'influenza spirituale dall'alto o da chi già la possiede, tuttavia, amici, bisogna pur comunicare. Il tipo di spiegazione varia a secondo dei tempi, purché il linguaggio non tradisca il significato. L'uso dei simboli è parte del kit di ogni aspirante, ma non tutto il patrimonio dei segni e dei simboli è rimasto intonso. Non crediate che ogni formulario magico sia efficace a prescindere dall'anno della sua pubblicazione. È il rischio di ogni persona che si accinge a praticare certe tecniche realizzative: lavorare su uno yantra e accorgersi dopo mesi o anni che non succede niente. Dubiti delle tue capacità, invece lo schema è privo di energia, non risponde più al richiamo.

4. È vera la tesi secondo la quale l'umanità è dominata da un mondo che non si vede sotto l'influsso di una catena di entità ultraterrestri? Visionari, profeti cyberpunk, complottisti, neognostici, Mike Plato, David Icke, sostengono tale cosa, con differenze non decisive. L'antica dottrina gnostica propone un universo maligno governato da un demiurgo folle e distruttivo. Corrado Malanga riscrive la cosmogonia attraverso presunti addotti sotto ipnosi. Insomma ci sono autori e studiosi che si danno un gran daffare ad elaborare un sistema-madre che spieghi ogni cosa pure l'invisibile, come il superspettro di Keel, ottimo giornalista ma lacunoso nell'esegesi dei fenomeni studiati. Indubbiamente l'ignoranza di chi è integrato nel sistema non aiuta a vederci chiaro. Se esistesse Matrix troverebbe utile l'inconsapevolezza per esercitare meglio il controllo su di noi. Il dubbio viene, quello cioè di credere di essere le creature più libere della terra. Anzi, vi dirò di più. Ci sono buoni motivi per pensare che neppure la mente sia un nostro feudo. Siamo proprietà altrui, diceva Fort. Chi sostiene che un Ente malvagio regni dietro le quinte della storia indisturbato e che ci tiene all'oscuro della realtà, per cui ciò che vediamo e sentiamo è artificiale, passerebbe per matto e fatto oggetto di disprezzo. Forse è proprio questa la migliore magia: non appena qualcuno osa vedere oltre lo specchio viene subito tacciato di demenza e fatto ricoverare o lasciato solo nelle sue farneticazioni. Il guaio dell'uomo moderno è che teme le cose sbagliate. Non ci rendiamo conto che da almeno settecento anni il corso del tempo è cambiato ed ha preso una direzione errata insieme all'umanità. Gli orologi e i calendari mentono ma grazie alla convenzione mondiale (eggregore istituzionale) tutto appare normale e consolatorio. I libri scolastici ci raccontano la corbelleria che noi discendiamo dalle scimmie e procediamo per evoluzione verso un di più, così possiamo credere che domani sarà migliore di oggi e che i governi possono prometterci il sol dell'avvenire senza vergogna. Che tutto è iniziato con un botto gigantesco di energia indistinta. Che siamo andati sulla Luna e che il premier Gentiloni guida l'Italia. Dopo il martellamento continuo di notizie false alla fine crediamo a tutto quello che il sistema ci dispensa. Ma è solo la scorza del problema. Se scendiamo in profondità ci accorgiamo che è più buio... e che nulla è più come sembra. Matrix? Peggio.

5. Per diventare liberi dovete andare nella direzione opposta alla segnaletica ufficiale.

6. Il movimento New Age, meschinetto, si illude che negando l'oscurità il pericolo si allontani. Così facendo permette agli enti bassi di nascondersi meglio nella mente delle persone e di diventare ancora più forti. Shiva e Dioniso scelgono come location il nostro inconscio per albergare incontrastati; potenze infere poi sguazzano felici nel torbido innescato dalle terapie psicanalitiche di certi operatori che credono di gestire il materiale psichico invece lo fanno emergere verso la coscienza di veglia. Se io so come stanno le cose sarò meno vulnerabile. Invece che succede? La modernità ha fatto sì che l'antica dottrina fosse spazzata via dalla scienza, la quale è inerme di fronte alla Realtà. Ci hanno detto che i diavoli non esistono così non ci badiamo più: non c'è cosa peggiore di chi crede di vedere al buio.


giovedì 28 settembre 2017

La curvatura della luce




Un giorno dissi a me stesso: quando deciderò di pubblicare i risultati delle mie esperienze e ricerche, a tutti e per tutti, riporterò il più fedelmente possibile (cambiando semmai i nomi delle persone coinvolte) la verità su Scandurra e dell'anonima talenti. Il mio istruttore mi disse che non mi sarei dovuto preoccupare degli scettici, ma di chi crederà. Preoccupazione che non ho avvertito, fin quando non cominciai a scrivere sul blog Le Cronache di Atlantide. Le aspettative dei lettori sono via via aumentate, e non vi nascondo che ho avuto grosse difficoltà a gestire la cosa. La responsabilità mi ha schiacciato: se divulgo non posso tirarmi indietro, mi dicevo. L'altro aspetto concerneva la messa in sicurezza di questioni più grandi di me, un'eredità bollente che rischiavo di sperperare scegliendo malamente gli eventuali allievi, ma c'era pure la considerazione di non chiudere la catena iniziatica con me. Il materiale che ho accumulato negli anni sulle immersioni, è importante come mole ma ancor di più per il contenuto, che ho comunque dovuto selezionare. In primis, ho limitato le indicazioni tecniche, che sono decisive per non morire durante l'attraversamento: debbo pur coprirmi le spalle. Altre omissioni riguardano le strutture interdimensionali; per motivi che qualcuno ben comprenderà, ho sorvolato sui dettagli perché ci sono persone con intenzioni basse disposte a tutto pur di ottenere ciò che è riservato. Dicevo che avrei dovuto raccontare tutta la verità, almeno questo mi prefiggevo. Poi ho capito che alcuni non vogliono conoscere tutta la verità, ma quella che meno li obbliga a cambiare.

Quando entrai a far parte del ristretto giro di Scandurra, conobbi persone umili sebbene colte e ben collocate nel sistema mondo, ma anche outsider animati da volontà e desiderio. Compresi quasi subito che non c'era spazio per “gente bassa”. Il maestro non avrebbe mai portato un malintenzionato a spasso per le dimensioni. Dovevamo imparare a bere la rugiada dopo averla trasformata, e per far ciò era necessario un cuore puro. Io non ero ancora in quello stato e dovetti fare pulizia molto a fondo prima di attingere alla Fonte della Vita. Avevo 13anni e già ero contaminato: sudai parecchio prima di spurgarmi del tutto degli umori maligni. Per ognuno di noi c'è un momento della verità, dove gli autoinganni vanno stracciati, le paure superate, gli attaccamenti mondani sciolti. Scandurra ci rese rottami informi, materia prima. Ci muovevamo nella frangia esterna di un cerchio psichico il cui centro era ben lungi dall'esserci accessibile. Ad un certo momento, un segnale all'inizio debole poi sempre più chiaro e forte ci raggiunse, e tutto in noi risuonò col movimento degli universi...

Uno dei concetti più ostici per me, forse meno per gli altri dell'anonima, fu quello dell'interno e dell'esterno sul quale Scandurra ci imbastì diversi insegnamenti, come un punto cardine da cui prendere le mosse. L'opposizione dentro-fuori va superata, perché fa parte delle nostre calcificazioni mentali. Il “fuori” è un “dentro” dovunque, e noi ci troviamo dappertutto. La coscienza non va collocata, bensì lasciata libera di estendersi lungo tutto lo spettro psichico, dal rosso all'ultravioletto, e da qui lui fa un balzo di livello tra organico e inorganico perché, dice, ogni cosa è una porta che ci collega all'infinito da cui tutte le cose, appunto, sono poste in essere. Per Scandurra l'infinito è una cosa concreta, nulla a che vedere con la matematica né con la filosofia, è un luogo (per certi versi simile all'universo Maspell degli antichi germani) che chiama pozzo-senza-fondo, utero cosmico che genera l'energia fin dal Mattino della Creazione, dal corpo celeste fino all'ultrapiccolo. La coscienza è in contatto con tutto attraverso sotterranei dimensionali e tutte le cose sono collegate ad essa per le stesse vie. Questi concetti li potemmo poi sperimentare, sorprendendo la luce uscire dal pozzo per vie oblique.

Le Cronache le ho concepite in modo da adattarle al momento e allo stato di percezione dello studioso principiante, come del più avanzato iniziando, in quanto mi sono ripromesso di accompagnare gradualmente tutti quanti lo vorranno e senza turbamenti di sorta fra i misteri della Terra. Considerando il mezzo profano, sarà impossibile trasmettere l'influenza magico-spirituale di Scandurra, possibile solo per via diretta; tuttavia non è improbabile che alcuni dei miei lettori abbiano percepito un clima magnetico, un tremore entrare nella loro anima. I tesori del Tempio sono a completa disposizione di chi soltanto voglia ed osi purché degno.

Questo è il primo appello all'adunanza. A me basta un SÌ e sarà mio compito rispondervi in privato. Perché mi sono deciso ad aprire la porta? Beh, vado dicendo da anni che stiamo vivendo i tempi della fine, che ci siamo arrivati per davvero.

martedì 26 settembre 2017

VIAGGIANTI OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, UNITEVI

Molti lettori, ma anche amici direi, mi rimproverano di predicare bene ma di razzolare male. Cioè, di evitare ogni contatto diretto dopo aver pubblicato decine di capitoli IUS, tratti da Le Cronache di Atlantide, testo inedito in parte, che è un diario un tempo privato sulle esperienze che ebbi insieme ad altri sodali col mago Scandurra a Viterbo. Certo, tutto potrebbe finire in una sonante pernacchia se ciò che ho scritto fosse solo opera di fantasticheria. E chi pensa questo ha le sue buone ragioni, evidentemente. Il problema nasce allorché alcuni, nemmeno pochi, considerano la mia esperienza come vera, genuina, anche se incredibile. Già, perché ho affermato sin dall'inizio che quanto esperito è reale, maledettamente reale. E lo confermo con tutte le mie forze ancora oggi. 
Allora, per ritornare alla questione di partenza, ossia sul perché sarei contrario a contattare i lettori personalmente. Nel divulgare senza filtri avvenimenti legati ad un gruppo eterogeneo di persone ma legate dalla causa comune, quella cioè di realizzare un percorso realizzativo di estensione della coscienza e della padronanza del lumen (schematizzo ciò che è invece una messe dottrinale e di prassi millenaria che si può tranquillamente far risalire alla civiltà di Atlantide), mi sono esposto considerevolmente (poco male), ma soprattutto ho rese pubbliche attività e conoscenze fuori dall'ordinario e dalle potenzialità esplosive. Non ci vuole molto per capire che dichiarando di possedere lo strumento per accedere ad altre dimensioni, gratuito e diciamo quasi alla portata di tutti, mi metto nelle condizioni di essere oggetto o di sarcasmo o, peggio, di interesse spasmodico da parte di Istituzioni e singoli ricercatori. È in effetti avvenuto. Lo troverei pure ovvio, ma forse si dimentica che se quel che affermo corrisponde al vero, mi assumerei responsabilità immani, poiché attraversare il punto d'inserimento tra la nostra dimensione e le altre modifica non solo la vita del viaggiante, ma tutto un destino terreno. Non possiedo la sfrontatezza di Scandurra derivata dall'enorme conoscenza e potere, questo è un fatto, tuttavia non escludo in assoluto il coinvolgimento di altri nuovi aderenti nello sperimentare le immersioni, purché comprendano le mie necessarie riserve e il valore di quanto ho ricevuto in dono. Mi viene in mente il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij...

Nota a margine.
I tempi son più che maturi per l'adunanza. Cosa aspetto ancora?